Domenica. Sono alzata da presto come al solito.

Silenzio. Immagino tante persone al mare…

Io qui, sola, che dopo essermi goduta le ore fresche del mattino

in giardino, mi siedo, accendo il pc, digito "you tube" su Google,

in cerca di qualcosa che mi tenga compagnia, una musica, una

canzone.

La prima parola che mi viene da digitare è:"Musica sarda".

 

Mi inebrio ascoltando la musica sarda…

 

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Il movimento della fisarmonica mi acchiappa; come sempre il

mio sguardo segue come ipnotizzato l’apertura e la chiusura

del suo mantice ed i movimenti veloci delle dita sui tasti della

fisarmonica stessa.


La seconda parola che digito è:"Canzoni sarde".

 

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Ascolto affascinata le canzoni sarde, anche se a volte nemmeno

io che sono sarda ne capisco completamente le parole.

Poichè ogni zona della Sardegna ha un suo dialetto, una sua

lingua.

Ma le canzoni sarde hanno un ritmo musicale, una melodia che

affascina ed anche il dialetto sardo ha un non so che di musicalità

che porta ad ascoltarlo.

Ed ogni dialetto, di qualunque zona, ha un suo timbro particolare

che fa piacere ascoltare.

 

La terza parola che digito è:"Balli sardi".

 

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Mi soffermo estasiata ad osservare i balli, e mi perdo nei ricordi…

Quando, da ragazza, avevo imparato i passi principali e mi

cimentavo o meglio mi buttavo, a ballare in piazza il ballo sardo

nelle feste di paese.

Una di quelle volte persi l’orologio d’oro, un regalo di mio padre,

e quella volta potrei intitolarla:"Dopo la gioia venne la

tempesta"…


Insomma, oggi evidentemente una gran voglia di Sardegna e

Terra di Sardegna!

E di ricordi sardi! Che sono tanti! 

 

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